Isola [recensione]

Consigli sui libri da leggere

Libro recensito:

Siri Ranva Hjelm Jacobsen, Isola, Iperborea, 2018, 256pp.

Altre informazioni:

Romanzo, disponibile sia in versione cartacea che in e-book (lo puoi trovare qui).

Di cosa tratta questo libro: 

Il libro si snoda lungo due vicende: una ambientata negli anni Trenta e una ai giorni nostri.

Anni Trenta. Marita, una giovane donna si imbarca a Tórshavn, capitale delle Isole Fær Øer, per raggiungere Fritz, il fidanzato emigrato in Danimarca in cerca di una vita diversa da quella trascorsa a bordo delle navi da pesca, immerso nella puzza di pesce e nella desolazione spaventosa del Mar Glaciale Artico.

La corrente profonda strattona l’amo mentre l’acqua liscia come olio nella bonaccia, lambisce i fianchi del peschereccio. L’equipaggio lavora, mangia e fuma. Quando, lo decide il merluzzo.

Marita si lascia alle spalle i fiordi battuti dai venti delle isole Fær Øer e l’amore vissuto di nascosto con Ragnar il Rosso, falegname con la passione per i libri. Nelle profondità del suo ventre è celato un segreto doloroso che non l’abbandonerà mai.

isole Faroe
Paesaggio delle Isole Faroe. Foto di David Mark da Pixabay.

Molti anni dopo la nipote, giunta da Copenaghen in visita con la famiglia sull’isola natia della omma [nonna] morente, decide di percorrere a ritroso un viaggio della memoria alla ricerca di un’identità culturale ormai annacquata ma non interamente perduta. La primigenia migrazione in Danimarca è vissuta come una perdita.

La migrazione si compie in tre generazioni. La prima avverte il bisogno e porta in sé la volontà, l’ostinazione: una pietra pesante che si sposta con le proprie forze.. si arrotola la rete di radici intorno alle caviglie e si comincia a sgobbare a testa bassa. La generazione successiva forse sta a gambe divaricate sulla distanza, finché qualcosa si incrina e allora si sente doppiamente sbagliata, senza nessuna lingua, doppiamente sola. Oppure corre veloce il doppio..La terza generazione può permettersi lavori poco lucrativi, deve esprimere la propria interiorità, trasportare di qua anche lo spirito credendo che sia questa la realizzazione del sé. Le radici trepidano e frugano. Portano particelle morte di un’altra terra. La generazione povero-me, sono-solo, la generazione né-né. La terza è una generazione invisibile, teorica..

È una saga di persone e fatti reali che si dipana tra nostalgia e repulsione, abitudini, parole e miti che riaffiorano dalla notte dei tempi: dalle misteriose Huldre dei boschi alle isole flottanti fino al cibo, intriso di alcool, di skœrpelår [coscia di pecora essiccata al vento] e di grasso di balena.

La prosa è semplice ma fluida ed evocativa e rende bene la purezza delle atmosfere rarefatte di questo piccolo arcipelago sperduto tra il Mar di Norvegia e l’Oceano Atlantico che ancor oggi si batte fieramente per ottenere l’indipendenza dalla Danimarca.

isole faroe pascoli e cappella
Isole Faroe: pascoli e cappella. Foto di Jacqueline Macou, Pixebay

Consigliato a:

Questo romanzo è consigliato a chi ama il Grande Nord, con i suoi fiordi ed i cieli plumbei. I richiami ai miti, alla storia, alle tradizioni e al cibo – unitamente alle considerazioni sul senso di appartenenza alle proprie radici – rendono il libro interessante anche per chi cerca spunti di carattere storico o antropologico.

Non è invece una lettura indicata per chi è alla ricerca di visioni rassicuranti e suggestioni di piacevolezza perché anche l’intimità delle atmosfere familiari è improntata a un’essenzialità che include le asprezze della vita ed esclude ogni velleitarismo.

Quel giorno il tempo sopra Vàgur era mite e soleggiato, ma sulle coste occidentali della Groenlandia infuriava la tempesta. Il cielo urlava, urlava il mare. Le nuvole pesanti si torcevano sull’acqua, le onde si schiantavano l’una contro l’altra lanciando in alto spruzzi bianchi.

Letture alternative che potrebbero interessarti:

Se sei innamorato dei paesaggi del Nord, potresti anche provare a leggere Eclissi, di Ezio Sinigaglia (leggi qui la recensione).

Giudizio:

Un libro crudo ed incontaminato come i fiordi delle Isole Faroe che merita di essere letto.

Al tempo in cui la Saga dei Faroesi venne scritta, nel Nord convertito al cristianesimo, Mykines non si trovava alla fine del fiordo di Sørvágur. Allora vagava senza pace, senza un posto stabile, finché un giorno s’incagliò davanti al fiordo.

Fonti:

Foto piccole di David Mark e di Jacqueline Macou da Pixabay.

Iperborea: https://iperborea.com/ è una casa editrice milanese specializzata nella letteratura nord-europea.

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